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LE SENSAZIONI DIFFERENZIANO GLI UOMINI E NE CONDIZIONANO IL LORO COMPORTAMENTO. Il Sottoscritto A chi avrà la pazienza di leggermi per intero confesserò le mie a riguardo della ricognizione fatta sabato 01/03. E' bastato uno schiocco di dita, due righe sul forum degli Enduro Stradali e MICHELE ha raggruppato un plotone di temerari. Una cosa ne io ne lui siamo riusciti a convincere: il meteo favorevole. Per tutta la settimana ho seguito l'evoluzione del tempo che non è mai variata nelle previsioni per il fine settimana: da venerdì notte deboli piogge con strascichi sul Friuli V.G. anche per mezza giornata del sabato. Dovrei terminare di consumare il copertone posteriore profilato K60, ma sono incerto fino all'ultimo momento, poi due frasi fatte dalla mia compagna d'avventure: " Non puoi rischiare d'avere problemi ad un mese dal giro d'apertura. Pensa anche a tutti quelli che aspettano quest' uscita e a quelli che oggi si fanno centinaia di km perchè gli hai fatto credere in te " , fanno si che contratti il meccanico e gli intimi di montarmi i Mitas tassellati E9.
A proposito del meccanico: avevo concordato di portagli BlackPegaso lunedì u.s., perchè non ero contento di come me lo avesse sistemato, quando cambiavo il motore mi rimaneva su di giri, e non era il massimo giungere in curva, scalare e trovarsi già in accelerazione. Claudicante e febbricitante mi promise l'assetto del mezzo per il fine settimana. E' stato di parola ed ora il branco di mustangs è di nuovo ricalcitrante sotto la sella|!
Giungo al ritrovo con larghissimo anticipo, nonostante l'andatura tranquilla, nebbia e a tratti pioggerellina mi accompagnino lungo il tragitto. Mi tolgo il casco, i guanti, la fascia elastica, il passamontagna e subito la carbonica sagoma di LEGIONE, la nera Transalp, con sopra il "filosofo motaro": FEDERICO detto Il Bostro, fa l'ingresso nel piazzale dove ho preso posto. Saluti di rito. Prima delle 10 quattro auto con carrello a rimorchio ed un furgone fanno il loro ingresso nel piazzale. Mi sono sentito come sulle Montagne Russe: quando dopo aver terminato l'irta salita ti aspetta la discesa mozzafiato che ti fa vomitare il diaframma e chiudere gli occhi perchè pensi sia giunto il tanto aspettato momento che ogni uomo desidera. Volare.
Sono proprio loro. Tutta gente che iscrivendosi al mio giro si è dichiarata a livello d'esperienza 5, ma solo perchè la scala valori là finisce! Persone che conosco per fama perchè partecipando ai loro giri le vedo alla partenza, a pranzo e a fine corsa. Dai loro carrelli scendono le "Halloween": fiammanti KTM gommate racing; alcuni hanno dei numeri, altri il loro nickname scritto sul serbatoio. Una cosa è certa: tutta gente che fa numeri! Tre sono DRZ. D’enduro stradale nel proprio senso della parola: BlackPegaso, Legione, La Regina d’Africa e due Dominetor. Presente anche un simpatico Tuareg 125.
La partenza è ritardata dalla foratura di Dez e dal ritardo del titanico, inossidabile presidente degli E.S.: Maurizio. Tutti temporeggiano a modo loro con impennate, frenatoni, derapate mentre un drappello aiuta il malcapitato endurista. Io avviso telefonicamente all’agriturismo che prepari per le ore 13 i 17 coperti. Caspita due numeri che sono tutto un programma, ma non sono proprio per niente superstizioso!
Giunge l’ora della partenza. Mi si avvicina MICHELE che conoscendomi ha avvertito qualcosa in me. Ne approfitto per chiedergli come mi devo comportare nell’andatura in modo d’agevolare la memorizzazione del percorso per gli ausiliari del tour del 5/4. Mi sto ancora chiedendo come possa aver fatto il Creatore a non duplicare una persona cosi, a non averne conservato matrice, ma perché non ha fatto un semplice “taglia ed incolla”? Dalla sua bocca escono queste parole: “Fai ciò che ti senti di fare, decidi tu l’andatura; non preoccuparti ci sono qua io”. Lui ed altri hanno il navigatore e contano di memorizzare il percorso. Partiamo subito con lo sterrato: largo, bagnato, pianeggiante. Dietro di me si forma il drappello degli Halloween. Dapprima fintamente timorosi, poi sempre più sinuosi, comunque sempre rispettosi. Bestie dallo sguardo incandescente: così i loro fari tagliano la liquida nebbiolina. Questo è il momento in cui mi balena per la mente il ritornello finale d’uno spot pubblicitario: NON E’ IMPORTANTE CHE TU SIA LEONE O GAZZELLA. COMINCIA A CORRERE ! Il fondo che abbiamo trovato dopo una nottata di scarse precipitazioni è stato compatibile con i pneumatici montati. Bravo è stato il Presidente con le gomme stradali. I tratti erbosi, quelli campagnoli, alcuni tratturi campestri, pur se in piano avrebbero potuto impensierire. Dovrò valutare la possibilità di bypassare alcuni tratti se si ripeteranno condizioni meteorologiche simili in occasione del tour d’apertura, raccomando comunque vivamente a tutti i partecipanti che mi leggono, di montare gomme con spiccata propensione dell’off road, anche se non necessariamente tassellate. Non era la prima volta che percorrevo questo tragitto dopo una giornata di pioggia ma l’ho sempre fatto verso l’autunno, quando la terra ancora calda dopo l’estate, non ci mette molto ad asciugarsi, ora invece è fredda dopo l’inverno e non ha le stesse caratteristiche. Quindici giorni fa dopo due settimane che non pioveva non era nelle stesse condizioni in cui versava ieri dopo un minimo di precipitazioni. Alle 13 in punto siamo davanti al ristoro. E qui l’apoteosi: come bambini entusiasti per aver corso con gli stivali nelle pozzanghere, con sorriso da un orecchio all’altro, tutti maculati di fango, smontano dalle loro potenti e mimetiche moto; molti si complimentano con me per il tracciato. Da soddisfazione sentirsi fare i complimenti da gente così e sicuramente non sono di circostanza. Il quesito d’obbligo: “ Ma come fai a conoscere tutte queste strade, stradine, stradette, così lontane da casa?” Risposta secca indi denigratoria: “Ho la moto da tre anni e ho percorso 65.000 km, da qualche parte sarò pure andato! E visto che non sono coadiuvato da un valido gps (nota molto ma molto dolente: purtroppo) le devo registrare tutte nel mio navigatore mentale”. Qui potrei mettere in dubbio anche le mie capacità nel gestire l’attrezzo, ma il tempo dedicatogli lo sento veramente sprecato per i risultati ottenuti. C . . . O !!!
Vino e cibo abbondante ed anche buono oltre che genuino ci distraggono dalla missione per un paio d’ore circa. Visto la ritardata partenza, ho deciso di non far fare al gruppo i trenta km tra andata e ritorno, per raggiungere Malga e Monte Valinis, che comunque dovremmo aver percorso prima della sosta pranzo.
Il ritorno. Le condizioni meteo si sono sistemate. Anche stavolta IL METEO.IT ha indovinato perfino nell’orario. Qualcuno deve far benzina. Intimo al resto del drappello d’attenderci e porto quattro del gruppo al rifornimento. Nel frattempo che tutti facciano il giro alla pompa, ricevo richiesta per condurre “ i più accaldati” in un tratto dove possano dare sfogo alle smanie e pruriti dell’hard off road. Do disposizioni all’impavido Nik64. Ritornati a ricompaginare il gruppo guadiamo e sterriamo nel Medusa per alcuni km.
Giunti nel guado d’un affluente do il nullaosta con le direttive per il ritrovo e subito la maggior parte del gruppo si allontana sculettando tra l’eccedenza di ghiaia. Restiamo in sei a percorrere il reale tracciato del tour, più tranquillo e panoramico tra la campagna friulana. Giunti sul luogo del ricongiungimento ci si presenta un ostacolo inesistente 15 gg prima. Per raggiungere l’asfalto e poi il ponte di nuova costruzione, bisogna attraversare il bordo d’un campo seminato ed il proprietario del fondo ha pensato bene, per l’appunto in questi 15 gg, di dissuadere gli intenti arando con due solchi profondi il lato d’accesso al fondo. Maurizio fa strada e passa; io cerco d’imitarlo, ce l’ho quasi fatta ma non trovando sostegno ed equilibrio sul lato dei solchi, mi stendo sotto la moto. Nulla di grave. Ferito solo nell’orgoglio. Chi mi segue mi aiuta prima e continua dietro di me poi; altri prendono percorsi alternativi. I ribelli intanto stanno modellando il letto del fiume con le loro performances.
Ripartiamo tutti uniti in mezzo alla campagna friulana alla volta del luogo di partenza che raggiungiamo alle 17 in punto. Invitato da Marco, Maremoto per gli ES in seguito ad una sua disavventura, tutto il gruppo si complimenta facendomi un applauso. Capisco che il sipario si sta calando. Capisco anche che dopo un anno che solco queste strade qualcuno finalmente si complimenta per la mia costanza, per la mia passione, per il mio pionierismo e vengo ringraziato per averlo condiviso. Non è ancora buio che tutti ci diamo appuntamento per il 5/4. In quell’occasione NON SARO’ NE LEONE NE GAZZELLA. Nei miei intenti: - trovare modo d’aggirare il campo sfregiato, con un stradina campestre; ponderare di proseguire sulla strada nel greto del fiume - programmarmi un itinerario asfaltato, sul quale ho già delle idee, per bypassare gran parte dei percorsi campestri, in caso di maltempo. Snaturerebbe le origini ed i fini del tour a ragione dell’incolumità dei partecipanti meno esperti - organizzarmi per proporre le due alternative: soft ed hard Saluti. Vs. GIUSEPPE
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