SYRIA 2009 by Transito

Pubblico questo report con l’intento di fornire alcune informazioni pratiche e aggiornate a chi intenda valutare la possibilità di fare un viaggio in Siria in moto.

Per cominciare i dati di progetto del viaggio:

Dal 06/03/2009

Al 21/03/2009

3 moto (Africa Twin 1990, BMW 650 PD, Yamaha XT660)

4 persone (io, francesca, hans, jochen di Stoccarda)

Viaggio via terra (slovenia, croazia, serbia, bulgaria, turchia)

Km da bassano del grappa alla frontiera siriana ca. 3000

Km previsti in siria ca. 2500

Durata: 15 gg

Budget di spesa: nessuno, ma meno possibile

Preparazione specifica moto: nessuna, eccetto gomme da off (nell’AT Post: nuovo Metz. Karoo 130/80 – 17 M/C 65R M+S Ant: Mich. Baja quasi nuovo)

Ricambi: nessuno particolare eccetto i soliti che porto anche a casa come candele, fili, qualche vite, camere ant+post

Bagagli: 2 valigie alluminio + borsa serbatoio per apparecchiatura fotografica, guida e mappe.

GPS: World Map Garmin (di scarsa utilità nelle zone remote) con qualche traccia e waypoint per le piste che prevedevamo di fare nel deserto

Abbigliamento: casco aperto, guanti enduro neoprene mezza stagione, pantaloni goretex + giacca goretex, stivali enduro.

Documenti necessari prima di partire: passaporto con visto siriano, patente internazionale (io ce l’ho, ma non so se sia richiesta in siria)

Benzina: con 300 km di autonomia non ci sono problemi.

Si era programmato di andare fino ad Ankara o più giù viaggiando praticamente non stop, alternandosi alla guida del mio westfalia con le moto al seguito su carrello. L’ipotesi era dunque di raggiungere la frontiera siriana in 2 giorni di viaggio o poco più.

La scelta di andare via terra è stata dunque dettata da 3 motivi:

 aspetto romantico (amo i balcani)

 scelta + economica

 scelta + veloce e meno laboriosa

Avevo già percorso 2 anni fa tutta la strada che ci accingevamo ad affrontare e sapevo che le strade fino in siria sono ottime con poche eccezioni in serbia, bulgaria e sud turchia (oltre a merdoso attraversamento di Istanbul da non sottovalutare)

Il viaggio con il carrello non presentava dunque problemi particolari e permetteva di raggiungere la meta nel modo più semplice, sicuro, veloce ed economico, ma…ma le cose non vanno sempre come si programma perchè ogni nostra azione è purtroppo debole e provvisoria e sottomessa a piani che non ci è dato di conoscere in anticipo, cosi il carrello si è rotto in modo non riparabile a Fiume e abbiamo dovuto abbandonarlo.

Il viaggio ha cambiato immediatamente volto perchè ora si trattava di viaggiare in moto per ca. 7000 km in inverno in 15 gg con gomme da 100% off e abbigliamento no specifico per acqua e … come vedremo, neve.

Bene dunque…

Giorno 1 – 06 marzo venerdi – sole – temp. Mite – BASSANO / ZAGREB Km 550

L’obiettivo del giorno è molto tranquillo: si tratta di incontrare Hans e Jochen all’aeroporto internazionale di Zagabria per questa sera, quindi no problem! Si parte tranquilli dopo aver verificato ancora una volta che nulla manchi, soprattutto documenti.

A Fiume come detto rompiamo un cuscinetto della ruota carrello (quasi nuovi e verificati/serrati/ingrassati prima di partire) in un tratto di strada con lavori in galleria in cui è impossibile fermarsi, percorriamo ca 2 km prima di trovare uno slargo del cantiere dove constatiamo che il danno è gravissimo, la ruota è uscita dalla sede e ha consumato l’asse.

Dopo diverse ore uno degli operai del cantiere stradale, salda il bullone dell’asse e cosi riusciamo a trasportare il carrello scarico a casa sua; gli lasciamo dei soldi per ripararlo e per festeggiare il successo a pivo e civapcici con l’accordo di ripassare tra 15 gg.

Percorriamo i 150 km che mancano e arrivo alle 9, congelato e affamato a Zagabria.

Gli amici sono arivati, hanno parcheggiato la loro auto nel park dell’aeroporto, così attacchiamo il loro carrello al mio Westfalia verificando l’impossibilità di fare stare 3 moto nel loro carrello.

Chi ben comincia è a metà dell’opera…. due birre e buona notte.

Giorno 2 – 07 marzo sabato – pioggia battente – 5°C – ZAGREB / PLOVDIV Km 887

Per fortuna Hans ha i guanti invernali e copri guanti da pioggia che mi presta, ma sopravvaluto i miei stivali così, poco dopo Beograd mi trovo con gli stivali zuppi in un mondo liquido che sembrava volersi concedere un nuovo diluvio universale. La temperatura bassissima ha fatto il resto, getto la spugna alle 15.00. Dopo le prime 8 ore di guida, devo salire in macchina, mangiare qualcosa e asciugare gli stivali con il webasto e le salviette rubate all’autogrill. Hans mi da il cambio sull’africozza per un paio d’ore poi, di notte con la pioggia riprendo la moto a guido per altri

3-400 attraverso la frontira serbo/bulgara. Stop alle 22.30 – cena, due birre e nanna nella stajanka (tir parking).

Giorno 3 – 08 marzo domenica – sole – 4 °C – PLOVDIV / ANKARA Km 780

Sveglia alle 6 col sole, freddo ma chi se ne importa. Così la vita è bella e facile. Alla frontiera Turca si ride col funzionario che impazzisce per registrare: una donna italiana che guida una macchina italiana con un carrello tedesco, un tedesco con una moto tedesca intestata alla moglie, un austriaco redente in germania con la moto tedesca.

In tracia il tempo si guasta, l’attraversamento di Istanbul e in particolare del ponte a pedaggio sul bosforo è un’esperienza devastante per i nervi. Siamo in Asia, ormai è notte e la strada inizia ad arrampicarsi sull’altipiano anatolico. La temperatura scende ancora, c’è aria da neve, continua a piovere. Non sento più niente, la stanchezza è passata da un pezzo. Allucinato, alle 20.30 stop a ca. 100 km da Ankara. Mi chiedono: hai visto il copertone in mezzo alla strada? …quale copertone? Capisco allora che ho rischiato troppo, speriamo che questa sia l’ultima stazione di questa via crucis. Cena, 2 birre, 4 cicche e nanna.

Giorno 4 – 09 marzo lunedi – 6 °C – coperto – ANKARA / ISKENDERUN Km 775

Sveglia alle 5.30. Stasera saremo al confine. La notte ha nevicato sul passo a quota 1500 mt per arrivare a Ankara, ma la strada è pulita. Dopo Ankara l’autostrada finisce, le velocità scendono, ma almeno puoi guardare il paesaggio anatolico: per lo più una landa stepposa e brulla, battuta da venti che non incontrano ostacoli.

Nel tardo pomeriggio iniziamo a scendere dall’altipiano attraverso valli rocciose: la temperatura si alza, spunta il sole, accanto alla strada l’erba è verde. Posso sentire il profumo dei fiori, dell’erba tagliata, i campi sono verdi.

Ah, com’è bella la vita in primavera.

La moto va che non par vero e prima delle sette siamo a Iskenderun, troviamo un Otopark, dove ci accordiamo per lasciare la macchina una settimana e andiamo a cena.

Mi prende un po’ di tristezza quando prendo coscienza che ci restano solo 6 notti da spendere in siria perciò anche i nostri programmi in siria dovranno subire dei tagli.

Considerato che nei prossimi giorni niente birra, stasera non ce la facciamo mancare e secchiamo la cassa partita dalla germania. Buona notte.

Giorno 5 – 10 marzo martedi – sole – ISKENDERUN / ALEPPO Km 145

Alla frontiera turca ca 30 min, A quella siriana ca 3 ore. Non è semplicissimo, ma neppure impossibile. Bisogna fare il carnet de passage en douane, l’assicurazione e i soliti controlli. Costo complessivo ca. 120 euro. Non è semplice capire quanto e per cosa si sta pagando, perchè ovviamente si paga in syrian puonds e tutti i moduli sono solo in arabo e necessitano di innumerevoli timbri, firme, sigle etc. Complessivamente non ho avuto l’impressione di aver pagato più di quanto è previsto dal governo siriano. Ad Aleppo ci buttiamo nel traffico e con una mossa che poi diventerà una consuetudine andiamo in moto nel cuore del suq antico seguendo una strana teoria di Hans secondo la quale quando sei nel centro del centro di una città, sei nel luogo statisticamente meno distante dai servizi di cui un viaggiatore zaino in spalla può necessitare.

Aleppo è molto bella e vale il caos per raggiungerla.

Giorno 6 – 11 marzo mercoledì – coperto – ALEPPO / HOMS Km 410

Visita alle città morte, straordinarie come anche la moltitudine di pietre e siti di questa zona. Poi via al castello di saladino, sito e strada molto belle. A sera siamo a Homs come previsto, ma le giornate sono corte e non siamo riusciti a vedere il Krak de Chavalier. La sera troviamo un alberghetto www.raghdanhotel.com carino e scopriamo che è il punto di incontro delle checche di Homs. Gli approcci con Hans ci fanno ridere a crepapelle. Homs non offre molto, ma tanto dobbiamo solo dormirci.

Giorno 7 – 12 marzo giovedi – sole caldo – ALEPPO / DAMASCO km 270

Dedichiamo tutta la mattina al Krak che è davvero straordinario perchè sembra ancora di poter vedere e sentire i cavalieri crociati muoversi tra le mura di questa splendida opera dell’uomo che sembra indifferente al tempo che passa e alle perturbazioni della storia.

Poi in autostrada a Damasco, il paesaggio cambia. Incontriamo il deserto. Incontriamo un amico di Hans, conosciuto su internet, che ci trova uno splendido albergo e poi ci porta a cena obbligandoci a mangiare per una settimana.

Giorno 8 – 13 marzo – venerdi – sole – DAMASCO / DAMASCO Km 0

Il suq oggi è chiuso perchè è venerdì. Damasco è immensa, camminiamo tutto il giorno, visitiamo la grande moschea, la cittadella e passiamo alcune ore ad ascoltare l’ultimo cantastorie di siria nel più antico caffè di Damasco, fumando la chicha (sciscia) e bevendo il tchay (ciai=tè) o lo speziato caffè siriaco. La sera finisce in un antichissimo Hammam (bagno turco).

Giorno 9 – 14 marzo sabato – variabile DAMASCO / PALMYRA km 300

Uscire da Damasco ci impegna meno di quanto temessimo, forse perchè noi, a differenza dei siriani, cerchiamo di non farci sorprendere a letto dal sole. Vorremmo fare tutto il percorso in fuoristrada, ma oggi dobbiamo anche cercare di visitare Palmyra e le giornate sono corte. Inoltre il tempo è ventoso e lungo la strada incontriamo una tempesta di sabbia così intensa che la polizia vorrebbe fermarci.

Raggiungiamo comunque Palmyra attraverso una pista ben battuta e tracciata.

Il cattivo tempo ci da l’occasione di girare in moto per le più grandi rovine del mondo senza l’ombra di un turista o di venditori insistenti.

Giorno 10 – 15 marzo domenica – variabile – PALMYRA / RAQQA Km 270

Ancora un giretto in moto tra le tombe millenarie e lungo i viali imperiali della regina Zenobia, poi ci dirigiamo alla remota fortezza araba di Qasr al Heir ash Sharqi. Siamo in mezzo a questo deserto pietroso e piatto che sembra di poter tranquillamente percorrere in totale fuori pista, semplicemente navigando da punto a punto, quasi fosse un mare. E parzialmente è vero, con le dovute attenzioni legate alla conoscenza del territorio nel quale ci si muove. Comunque anche qui, come dappertutto, stanno asfaltando strade sempre più remote e oramai anche i più piccoli e remoti villaggi sono collegati da strade asfaltate. Quasi tutte le strade indicate come piste nella mia mappa (camel tracks) erano in realtà asfaltate.

Un altra violentissima tempesta di sabbia ci sorprende sulla via per raqqa, per fortuna quando avevamo già riguadagnato la strada asfaltata, dato che la visibilità è scesa a meno di 10 mt.

Raqqa città sporca e polverosa, l’unico albergo è da stomaci buoni, ma non ci sono alternative dove pernottare in quest’area del paese.

Giorno 11 – 16 marzo lunedi – sole caldo – RAQQA / ALEPPO km 280

Giornata splendida di bel fouristrada in riva all’Eufrate. Cerchiamo un traghetto per attraversare il lago Hassan. Ma il traghetto non esiste più da diversi anni. Quello a cui chiediamo informazioni ci invita a pranzo a casa sua, una delle normali costruzioni di fango e paglia impastata e cotta al sole che caratterizzano questa bella zona. Assolte le incombenze degli ospiti ci dirigiamo a nord e attraversiamo il lago Hassan su una diga presidiata da militari che ci mettono un po’ per capire chi siamo, da dove arriviamo e perché ci troviamo in un posto così remoto del loro paese. Controllano tutto, documenti, bagagli, moto, ma alla fine ci fanno passare.

Giorno 12 – 17 marzo martedì – sole – ALEPPO / ISKENDERUN km 150

Il cerchio si chiude su Aleppo, significa che il nostro viaggio volge ormai al termine.

La mattina visitiamo il suq e il pomeriggio, sulla via per Iskenderun visitiamo ancora alcuni bei siti tra cui la chiesa di San Simeone lo stilita. Il pomeriggio in un paio d’ore facciamo la frontiera, pagando ancora ca 10 euro a testa.

Giorno 13 – 18 marzo mercoledì – ISKENDERUN / ISTANBUL km 910

Alle 6 siamo già operativi e poco dopo siamo a rovistare nei rifiuti dei cantieri edili per trovare nylon da imballo con cui costruire delle muffole paramani dato che l’unico paio di guanti invernali ce l’hanno rubato a Homs perché Hans li aveva lasciati appoggiati sopra la moto incustoditi.

Alle sette siamo in viaggio perché il tempo è brutto, freddissimo. Questa settimana ha nevicato molto in Anatolia, e vorrei cercare di superare tutto l’altipiano anatolico in un solo giorno. Le temperature sono al limite della possibilità di andare in moto, tra -2 e +3 °C. Il forte vento ci sputa addosso nevischio per tutto il giorno e verso sera la nevicata si intensifica, ma siamo quasi a Istanbul, cioè in pianura. Il peggio dovrebbe essere alle spalle.

Giorno 14 – 19 marzo giovedì – ISTANBUL / KAPITAN ANDREEVO km 500

Giornata storta, ci svegliamo che piove forte e in breve gira in neve, non sappiamo cosa fare. Io sono ancora provato da ieri. Dopo un po’ di titubanza decido di partire, dato che la perturbazione viene come noi da Est e aspettare potrebbe significare trovarsi bloccati dalla neve. Riesco a guidare per ca. 4 ore, attraversando Istanbul e il suo traffico maledetto, ma poi vado in crisi, inizio a battere i denti. Nonostante tutte le precauzioni, l’acqua polverizzata dai grossi mezzi si infila dappertutto e mi sento fradicio. Mi fermo e chiedo il cambio alla guida specificando che per quel giorno io avevo dato semplicemente tutto quello che avevo. Pochi km più avanti rompiamo la macchina, smette di piovere. Alle dieci di sera, dopo un po’ di altre avventure che vi risparmio, tra cui comunque un paio d’ore alla caserma della gendarmeria, (per denunciare il meccanico per truffa) riusciamo a ripartire. Hans guida a palla fino a mezzanotte e riusciamo così a raggiungere e passare la frontiera Bulgara la sera stessa dormendo sul lato bulgaro della frontiera stessa.

Giorno 15 – 20 marzo venerdì – KAPITAN ANDREEVO / ZAGREB km 1130

Sole pallido, ma sole finalmente. Guidando dall’alba al tramonto riesco a raggiungere Beograd, poi lascio a Hans il piacere degli ultimi 400 km di notte. Alle 11 di sera siamo all’aeroporto di Zagabria.

Giorno 16 – 21 marzo sabato – ZAGREB / BASSANO km 550

E’ primavera, bufera di neve. La polizia mi ferma, come ferma tutti i tir, fuori Zagabria e non mi lascia proseguire perché c’è troppa neve e vento nei passi verso Rijeka. Fingo di entrare all’autogrill ma ritorno fuori e faccio altri 30 km, altro posto di polizia e qui non c’è niente da fare.

Lascio la moto, facciamo i 140 km fino a Rijeka, recuperiamo il carrello e torniamo a prendere la moto. Nel frattempo la bufera ha perso forza e a Rijeka c’è il sole. A Trieste ci sono 14 °C e l’aria è dolce.

Anche questa è fatta. Viaggio duro. Siria bella, sei davvero lontana.

Categorie: Viaggi

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