Tutto inizia alle 6.30 di domenica mattina del 3 agosto 2003, moto carica e morale alto. Destinazione area di servizio Limenella autostrada A4 direzione Milano.

Ci raduniamo nell’area di servizio con i nostri compagni d’avventura, Andrea e Antonella (BMW R 1150 RS), Ivano e Monica (SUPERTENERE’ 750), Michele e Graziella (KAWASAKI ZZR 600), destinazione Irlanda.

Si fa colazione, si azzerano i contachilometri, e si parte.

Fa un caldo terrificante, siamo costretti a fermarci ogni ora e mezza due, sia per i rifornimenti sia per bere ettolitri di acqua.

Dopo 900 chilometri circa arriviamo a Macon in francia a 300 km da parigi, troviamo un motel e finalmente, con estremo sollievo, ci togliamo i pantaloni in cordura, possente doccia e cena.

4 agosto sveglia alle 7 di mattina colazione ingrassatura catene (chi ce l’ha) impostazione del GPS e via alla volta di Le Havre.

A Parigi ci perdiamo Andrea, lo ritroveremo a Le Havre.

Alle 13.30 circa arriviamo al Terminal di Le Havre, dopo aver passato il favoloso ponte della Normandia, ci informiamo sulle partenze del ferry e, grazie all’interessamento di Anais, gentilissima operatrice dell’ufficio turistico del posto, prenotiamo i due passaggi via mare per l’Inghilterra e per l’Irlanda. La sera giro per Le Havre e cena disastrosa, dopotutto siamo in Francia, la cittadina e molto turistica e soprattutto di sera merita una passeggiata, bella la piazza con relativi giardini.

5 agosto ci imbarchiamo alle 8 di mattina sul ferry per Portsmouth, che raggiungiamo dopo 6 ore di navigazione. Sbarchiamo dalla nave e cominciano i 15 minuti di panico con guida a sinistra, tranquilli passano dopo un paio di contromano con relative scuse, ma gli inglesi ci capiscono e, passato il loro panico, sorridono.

Ci dirigiamo verso la costa ovest dell’Inghilterra dove, a Pembroke, ci attende l’altro ferry. Dopo 200 km ci sistemiamo in un motel a Bristol e ci permettiamo una visita serale in città, un bell’accoppiamento di stile moderno e classico inglese, molto bella la cattedrale.

6 agosto siamo a Pembroke, sembra di aver cambiato pianeta, nebbia cielo grigio e 19,5° dopo giorni africani, questo clima ci dona non poco sollievo, siamo in anticipo e optiamo per una cosa veloce in uno splendido pub del paese, peccato che la cosa veloce sia per loro un po’ troppo veloce, piatti freddi e via alla nave.

Alle 14.30 ci imbarchiamo alla volta dell’agognata Irlanda.

Passate 4 ore di navigazione ecco delinearsi la costa dell’isola di smeraldo, sbarchiamo e con nostra enorme sorpresa e altrettanto enorme sconforto, constatiamo che fa un caldo bestia, ci spogliamo e troviamo un bed&breackfast dove passare la notte nelle vicinanze di Wexford, si va a mangiare su consiglio della proprietaria del B&B in un locale tipico in riva al fiume molto alla mano ma si mangia bene (è questo che conta no!!)

7 agosto inizia il nostro tour attorno le coste di questa meravigliosa isola, ci facciamo coraggio con una sana e dietetica colazione Irlandese (…..sarà) a base di uova, pancetta, pomodoro, salcicce e fagioli, oltre a pane burro marmellata caffè e latte (sarà così per 9 mattine).

Si parte pancia piena e moto carica alla volta di Cork e il primo tratto di costa passando per Arthurstown, Tramore e facendo una puntatine ad Ardmore. A Cork ci preoccupiamo di prenotare il traghetto di ritorno (qua la gentile ragazza francese non c’è però ne troviamo una irlandese) assolta questa incombenza ci dirigiamo verso Killarney, dove passiamo la notte. La cittadina è fantastica musica, pub e tanta bella gente ceniamo in un ristorante tipo lume di candela facciamo un giro in centro e a casa.

8 agosto affrontiamo le stradine impervie e piene di avvallamenti della costa irlandese del Ring of Kerry, la mia moto sembra un cavallo pazzo, ad ogni piega una parte di cavalletto se ne va, dopo un po’ di curve ecco l’oceano, le spiagge e, cosa per noi molto strana, i pascoli in riva al mare.

Arriviamo a Tralee solito B&B e cena in città molto carina un po’ meno turistica di Killarney ma altrettanto zeppa di locali tipici con facciate decorate con fiori e colori sgargianti.

9 agosto (compleanno di Graziella) ci svegliamo e finalmente fuori c’è il tempo tipico irlandese cielo cupo, pioggerellina e una certa frescura, destinazione le famigerate Cliffs of Moher le più belle scogliere irlandesi. Ci arriviamo dopo un paio d’ore di stradine e di paesaggi da favola, parcheggiamo le moto e dopo pochi passi la meraviglia delle meraviglie, duecento metri a picco sull’oceano blu……… da togliere il fiato. Ci rimaniamo un po’, quando mai capita un paesaggio così.

Il tempo torna sereno ma il fresco rimane. Prossima destinazione Kilrush nella contea di Clare, arriviamo verso sera e dopo aver trovato da dormire ceniamo in un tipico lounge bar in paese, guinness a volontà, irish coffee solito giro in centro e sosta nella bellissima piazzetta del paese e poi a nanna.

10 agosto saltiamo un po’ di costa, purtroppo il tempo e poco e siamo costretti a rinunciare a qualche posto, puntiamo verso Galway ci sistemiamo un po’ fuori città e alla mattina…. sorpresa, la batteria della mia Kawa mi abbandona.

Passiamo la giornata nella contea del Connemara, passando per la costa fino all’abbazia di Kleymore posto meraviglioso e con dei giardini ricchi di ogni tipo di fiori e piante. Visti i miei problemi tecnici decidiamo di puntare verso una città più grande e cercare, poco convinti, una batteria per la mia piccola. Così attraversiamo la contea di Mayo, doppiamo castelbar e puntiamo verso Sligo.

Arriviamo verso sera a Sligo e dopo varie ricerche, aiutati dalla squisita popolazione irlandese, otteniamo un indirizzo che sembra essere di una officina per moto o un qualcosa di simile.

11 agosto si parte (a spinta) verso l’officina, dopo vari km penso di non aver capito bene la strada per arrivarci quando, alla mia sinistra, scorgo una K verde molto familiare Kawasakiiiiiiiiiiiiii. Dopo una ricerca adattiamo una batteria un po’ più alta (2 mm sti inglesi precisini vabbè) ma dobbiamo fare una sosta forzata di due ore per poterla caricare.

Caricata la batteria si parte entriamo nella contea del Donegal dirigiamo le moto verso Teelin per visitare le Sleave Legue scogliere di 600 metri, bellissimo il posto e l’oceano ma le notizie apprese dalla guida erano esagerate, non troviamo sto precipizio di 600 metri e allora via verso il Rosses, zona costiera dove tessono il tweed. Anche qui paesaggi stupendi fiordi e baie da film. La nostra giornata finisce a Letterkenny.

12 agosto si decide di fare il giro della penisola del Fanad raggiungiamo Fanad Head con il suo faro arroccato sulla scogliera e ridiscendiamo verso Letterkenny, passando per una località dove, stando alle notizie, dovevano esserci 7 archi di roccia sul mare, troviamo le insegne parcheggiamo le moto facciamo un giro, ma di archi neanche l’ombra, vabbè pazienza. Qualche km più giù, chiediamo e scopriamo che per vedere i famigerati archi dovevamo percorrere 2 km di costa a piedi, fosse niente bastava almeno sapere in quale direzione, ripazienza, cavalchiamo le moto e via verso l’Irlanda del Nord.

Nel pomeriggio siamo a Causeway Head, qui ci troviamo di fronte ad una meraviglia naturale, le Giant Causeway migliaia di colonne di basalto di forma esagonale che emergono dal mare e dalla costa, uno spettacolo quasi extraterrestre.

Su consiglio di un gentile signore conosciuto a Sligo (in officina) seguiamo la strada costiera che porta a Belfast, stupenda, spiaggioni enormi di sabbia dorata scogliere sull’oceamo smeraldo.

Cerchiamo invano un B&B dove passare la notte e corri corri ci ritroviamo in una spettrale Belfast, decidiamo di uscire dal centro e finalmente, grazie all’ennesima persona squisita, troviamo dove passare la notte.

13 agosto giro di Belfast finalmente una città viva, diversa dalla sera prima, molto bella ma dopo giorni di costa e di tranquillità troppo caos……. via via.

Si punta verso Dublino, ma su consiglio del gentile signore della sera prima, ci fermiamo a New Grange sito archeologico risalente al neolitico. Se a qualcuno di voi viene voglia di fare questo giro, sappia che sulla nuova autostrada Belfast – Dublino non c’è un’area di servizio manco a pagarla oro, quindi partire con il pieno e uscire in qualche centro per rifarlo.

A New Grange facciamo il giro in pulmino, cantiamo azzurro (perché in pulmino si fa) sotto gli sguardi attoniti degli altri turisti, italiani sembra non ce ne siano, anche per la scarsità del coro, vista la scarsa partecipazione rinunciamo e stiamo seduti buoni buoni, facciamo il giro del sito, ascoltiamo un po’ la guida poi, visto che più di tanto non si capiva (ovviamente era irlandese) optiamo per un tour visivo non guidato.

Visitato il sito archeologico ci portiamo verso Dublino, beh se a Belfast abbiamo trovato caos, a Dublino abbiamo trovato l’inferno. Due ore e mezza per entrare ed uscire dalla città. Sguardo perso nel vuoto e domanda collettiva “Ma chi ce lo fa fare?????” via di corsa anche da Dublino. Dopo due ore e mezza sembra di essere riusciti ad uscire dalla città. E’ tardi e bisogna trovare da dormire e dopo molti tentativi andati a vuoto (la costa Est e scarsa di B&B) e grazie ad una gentile signora, ci sistemiamo ad Ashford. Bisogna cenare Dublino ci ha sconvolto, l’unico ristorante aperto è italiano ci fanno un piatto di pasta (ottima per gli irlandesi ma per noi BOHHHHHHH) delusi, andiamo a nanna.

14 agosto giornata libera e tranquilla siamo a 100 km dal ferry che ci riporterà a casa o meglio in Francia. Stavolta troviamo subito il B&B e alle 14.00 inizia la perlustrazione, stavolta a moto scariche del tratto di costa che ci divide dal traghetto (che goduria).

Ciondoliamo tutto il pomeriggio tra spiagge e spiaggette, capi e scogliere, paesi e paesetti, arrivata l’ora di cena altra botta di guinness, irish coffee e poi a letto.

15 agosto il D-Day ci portiamo a Wexford breve visita di questo paese molto carino e poi via di corsa al ferry perché, come al solito, da presto si rischia di fare tardi.

Ci imbarchiamo alle 15.00 e partiamo alle 16.30 arrivederci Irlanda, tanto ci ritorneremo, abbiamo lasciato troppe cose da vedere.

16 agosto destinazione Cherbourg in Normandia, la costa francese si delinea dopo 21 ore di love boat, il tempo non è bellissimo, meglio si viaggia bene senza sole.

Facciamo 320 km circa e ci fermiamo in un motel a Beauvais bel paesetto della normandia (bellissima la cattedrale).

17 agosto oggi tocca fare strada, lasciamo la Francia ed entriamo in Germania tra un vestiti e spogliati per la pioggia un po’ bastardina. Arriviamo allo svincolo di Stoccarda e troviamo l’autostrada bloccata cinque corsie di lamiera sotto il sole (poveri automobilisti…… Ah Ah) facciamo un po’ di slalom alla Tomba e per l’ennesimo temporale ci fermiamo a vestirci un po’. Tempo di infilarsi i pantaloni antipioggia e l’autostrada corre come il vento………e le macchine di prima………….. BOH!!!.

Passiamo la notte a 130 km da Monaco di Baviera in un bell’albergo appena fuori dell’autostrada.

18 agosto doppiamo Monaco e raggiungiamo Innsbruck, qui lasciamo l’autostrada (due maroni) per la più bella statale che porta al passo del Brennero. Decidiamo di fermarci per mangiare “qualcosina” ci strafoghiamo paghiamo (poco) e, bisogna farlo, puntiamo l’Italia.

Sotto l’ennesima pioggia passiamo il pseudo confine ed entriamo in Italia. A Bressanone veniamo investiti da una botta di caldo che ci costringe a spogliarci, assistiamo al primo incidente verificatosi dopo migliaia di km percorsi, incidente? dove in autostrada? no nel parcheggio dell’area di servizio tra due auto che si infilavano nello stesso posto (ce n’erano 10 di liberi), ci guardiamo e in coro diciamo……..siamo arrivati in Italia!!!.

Ultimi km per arrivare a casetta e dopo un paio d’ore eccoci in garage. Il contachilometri segna 6.500 Km percorsi in 16 giorni, le gomme squadrate lo confermano, ma un viaggio così, per chi ci capisce, rimarrà indelebile nella nostra memoria.

19 agosto si torna al lavoro ma si pensa già alla prossima avventura, destinazione Islanda, ma con una maxi enduro stavolta.

Ciao a tutti alla prossima e andateci in Irlanda la gente è splendida, si mangia bene e l’isola è stupenda.

Categorie: Viaggi

Muttley

Endurista slow motion, stradista normal flow, facente parte ormai dell'arredo.

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